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Trovati 28 documenti.

Affresco
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda

Affresco / Magda Szabò ; traduzione di Vera Gheno e Claudia Tatasciore ; introduzione di Gian Paolo Serino e prefazione di Magda Szabò

Milano : Anfora, 2017

Abstract: Affresco racconta la storia di una famiglia che si raduna per il funerale della moglie di un prete calvinista, per decenni curata in manicomio. Torna anche la figlia, Annuska. Nella sua figura non è difficile scoprire elementi autobiografici: Annuska spirito indipendente, sincero e intransigente, si tiene lontana dalle mostre e dalle occasioni di pubblicazioni istituzionali che offrirebbero la via facile al successo, pur di non scendere a compromessi con il potere. Annuska, fuggita di casa nove anni prima per realizzare il suo sogno d'infanzia, diventare una pittrice, fu rinnegata dal padre tirannico che educava i figli con la frusta in una mano e la Bibbia nell'altra. Mentre la notizia del ritorno della figliola prodiga sconvolge i membri della famiglia e la città, nelle tredici ore che trascorrono tra il suono mattutino e quello serale della campana, si mettono sulla bilancia le menzogne, l'egoismo, l'ipocrisia, il bigottismo dei vivi e dei morti e nessuno può evitare la caduta della propria maschera.

Il vessillo britannico
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Materiale linguistico moderno

Kertész, Imre

Il vessillo britannico / Imre Kertész ; traduzione e cura di Giorgio Pressburger

Milano : Bompiani, 2016

Abstract: "Tre sorprendenti racconti dello scrittore ungherese Imre Kertész, Premio Nobel per la letteratura nell'anno 2002. L'autore dà voce alle sofferenze del dopoguerra svelando menzogne, viltà, schiavitù volontarie e un astuto, inappellabile, interminabile sopruso. Ma la sua letteratura è rivolta all'uomo, all'osservazione dell'individuo attonito ed esposto a tutto, disperatamente resistente a tutto ciò che è corrotto, marcio, dedito al male. Quella di Kertész è grande letteratura, da vari punti di vista: dei temi, dello stile, del linguaggio e dei meccanismi narrativi. Il suo scetticismo è un vero atto di fiducia nell'umanità." (Giorgio Pressburger)

Partenza e ritorno
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Materiale linguistico moderno

Konrád, György

Partenza e ritorno : romanzo autobiografico / György Konrád ; traduzione di Andrea Rényi

Rovereto : Keller, 2015

Abstract: Questo romanzo autobiografico è la storia di una giovinezza, quella del grande scrittore e intellettuale ungherese György Konrád, e allo stesso tempo la storia di un popolo e di una nazione. "Partenza e ritorno" ci regala l'affresco di un'Europa ormai scomparsa nelle fiamme del Novecento e anche il cammino che, tramite la scrittura e la memoria, porta dritto a una dimensione privata che diventa condivisa e universale. Uno stile diretto ed essenziale per un romanzo che ci prende per mano, ci trasporta nella campagna ungherese durante il nazismo, ci fa camminare di fianco al giovane Konrád e respirare l'atmosfera unica e indimenticabile della Mitteleuropa, la dissoluzione degli stati e degli imperi, la guerra, l'Olocausto, il comunismo, la perdita della libertà e soprattutto la capacità di resistere per contribuire a costruire quella che è l'Europa in cui viviamo.

Ballo in maschera
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda

Ballo in maschera : romanzo / Magda Szabó ; traduzione di Andrea Rényi

Milano : Salani, 2015

Abstract: Budapest, inverno del 1960. Kristi ha quindici anni e il carattere chiuso di una ragazzina cresciuta all'ombra di una tragedia troppo grande. Sua madre è morta nel darla alla luce sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e la sua famiglia è formata dal padre e dalla nonna materna. Un microcosmo senza allegria. Ma oggi è tutto diverso: a scuola c'è una festa di carnevale e Kristi ha ottenuto il permesso di parteciparvi. La nonna le ha cucito un bellissimo abito da zingara e così mascherata Kristi è sicura che troverà il coraggio per portare a compimento il suo piano. Parlerà con la sua professoressa preferita, la giovane Eva Megyesi, che tanto le è stata vicina in questi mesi, aiutandola a trovare quella serenità che le è sempre mancata. Kristi le dirà che ha capito che anche suo padre è stato conquistato dalla sua forza e dalla sua allegria e forse ci sarà una seconda occasione di felicità per tutti.

Kaddish per il bambino non nato
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Materiale linguistico moderno

Kertész, Imre

Kaddish per il bambino non nato / Imre Kertész ; traduzione di Mariarosaria Sciglitano

Milano : Feltrinelli, 2015

Abstract: Nel culto ebraico, il kaddish è una breve preghiera composta da piccole formule di lode a Dio in lingua aramaica. Ricorre spesso durante le orazioni giornaliere e viene recitata anche in suffragio dell'anima di un parente. La prima parola del libro è No!. È così che il narratore, uno scrittore ebreo ungherese di mezz'età, György Köves, risponde a un conoscente che gli chiede se ha un figlio. È la stessa risposta data alla moglie (ora ex moglie) quando, anni prima, lei aveva espresso un desiderio di maternità. Mentre il narratore si rivolge al bambino che non si è sentito di mettere al mondo, introduce il lettore nei labirinti della sua coscienza, drammatizzando i paradossi che accompagnano la sopravvivenza alla catastrofe di Auschwitz.

La sorella
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

La sorella / Sándor Márai

Milano : Adelphi, 2011

Abstract: A un centinaio di chilometri dal confine italiano, nel vagone letto di prima classe di un treno diretto a Firenze, Z. - il grande, celebre pianista atteso in Italia per un concerto - capisce che nulla sarà mai più come prima: che forse non rivedrà più E., la donna alla quale è legato da un rapporto ambiguo e morboso, in un triangolo il cui terzo vertice è un marito consapevole e benigno; che forse quella sera suonerà per l'ultima volta che tutto, insomma, sarà "diverso". Ma diverso come? Gli ci vorranno mesi per capirlo: quelli che trascorrerà, colpito da un rarissimo virus, in un ospedale di Firenze.

Il gabbiano
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

Il gabbiano / Sándor Márai ; traduzione di Laura Sgarioto

Milano : Adelphi, 2011

Abstract: Quando la giovane donna che ha chiesto udienza (e che lui ha accettato di ricevere nonostante l'ora tarda) entra nel suo ufficio, il consigliere del ministero degli Interni ha una bizzarra reazione: una "delirante, tremenda ilarità si diffonde nelle sue membra come un formicolio". E così che deve ridere il diavolo, pensa l'alto funzionario, "allorché si rende conto che, sia pure in modo deforme e orribile, il suo volto assomiglia a quello di Dio". Perché la splendida creatura che gli sta di fronte è il doppio perfetto di un'altra: colei che molti anni prima, nella penombra di una stanza, gli aveva chiesto, con voce lievemente roca, citando Lord Lyttelton: "Tell me, my Heart, if this be Love?". Poco tempo dopo quella donna si era uccisa, e per amore di un altro. E adesso è tornata, pensa l'uomo: adesso che lui ha quarantacinque anni, e comincia a sentirsi vecchio; e proprio oggi, quando ha appena controfirmato un documento che getterà il suo Paese nella tragedia della guerra. Ma la giovane seduta davanti alla sua scrivania dice di venire dal Nord e di chiamarsi Aino Laine: un nome che in finlandese significa Unica Onda. Che cosa vuole? Una borsa di studio, dice, un permesso di soggiorno... Ma forse non tutto è così limpido, e il consigliere di Stato lo scoprirà al termine di una lunga notte in cui quella donna, comparsa all'improvviso nella sua vita come un gabbiano planato da lontananze boreali, si mostrerà più enigmatica e indecifrabile di quanto avesse immaginato.

Il sangue di San Gennaro
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor - Márai, Sándor

Il sangue di San Gennaro / Sándor Márai ; a cura di Antonio Donato Sciacovelli

Milano : Adelphi, 2010

Abstract: «A Pasqualino, che aveva sei anni e ogni mattina portava giù l'immondizia, al pescatore monco, perché metteva a tacere il mare, a Santo Strato, perché proteggeva il palazzo e i malati»: a loro Màrai dedica il suo «romanzo napoletano », ambientato nella città dove aveva vissuto dal '48 al '52, prima di partire per gli Stati Uniti. A formare il vasto coro, lacero e sgargiante, che commenta la vicenda intorno alla quale è costruito il libro, sono gli uomini, le donne e i bambini della città, con la loro miseria, il loro lerciume, le loro interminabili chiacchiere, la loro fatica di vivere, il loro orgoglio ancestrale di aristocratici, le loro liti che scoppiano furibonde, teatrali, ritualizzate, da una finestra all'altra, i loro lutti non meno teatrali e urlati, la loro religiosità pagana e superstiziosa, i loro santi arcigni e polverosi dentro le teche di vetro, la loro umanità piagata e ghignante. Un intero popolo che, fra tutte le possibilità, crede che «la più verosimile sia il miracolo » (anche quelli che si dichiarano comunisti, anzi soprattutto loro). Un giorno arrivano a Posillipo due stranieri, un uomo e una donna (inglesi? polacchi?): displaced persons, così li definiscono le autorità, profughi. Anche loro, almeno per un po', crederanno che lì possa avvenire il miracolo. Ma un giorno, durante una bufera, l'uomo precipita da un belvedere sfracellandosi sulla spiaggia. Suicidio? Omicidio? Ne sentiremo parlare in tre lunghi monologhi dai quali potremo intuire che cosa abbia significato, per quell'uomo, la condizione dell'esule.

L'altra Eszter
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda

L'altra Eszter / Magda Szabó ; traduzione di Bruno Ventavoli

Torino : Einaudi, 2010

Abstract: È un lungo sfogo, crudele e pieno di astio, quello con cui Eszter, fra le più affermate attrici teatrali nell'Ungheria del secondo dopoguerra, si rivolge a Lórinc, il grande amore della sua vita. Astio che ha motivazioni antiche perché Eszter è figlia di due persone legate da una passione profonda, ma proprio per questo esclusiva ed escludente; perché pur di origini aristocratiche e di vecchia cultura mitteleuropea la famiglia è poverissima e lei subisce tutte le frustrazioni legate a questa condizione; perché, infine, la sua compagna di scuola e di giochi è Angela Graff, incarnazione di tutto ciò che lei non è - bella, amabile e soave - e di tutto ciò che non può avere: una famiglia ricca e armoniosa, un fratello eroe, vestiti decenti, scarpe comode (non quelle tagliate in punta ereditate dalla zia Irma). E su Angela che si concentrano l'odio e la gelosia di Eszter: sentimenti tanto radicati da indurla a compiere azioni moralmente inaccettabili, come quando dal giardino della compagna porta via un giovane capriolo da lei teneramente amato e ne provoca - chi sa quanto inavvertitamente - la morte. Sarà cosi per tutta la vita: perché quando Eszter, ormai famosa, si innamora, lo farà proprio del marito della candida Angela che non comprende niente, non vede niente, non si accorge neanche per un istante come la sua "amica" provi l'incessante bisogno di vederla soffrire e non riesca a reprimere il desiderio di ucciderla.

Il formicaio
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Materiale linguistico moderno

Kaffka, Margit

Il formicaio / Margit Kaffka ; traduzione di Laura Sgarioto

Milano : La Tartaruga, [2010]

Abstract: Ungheria, primi del Novecento. In un convento femminile, dove la disciplina inflessibile e lo spirito conservatore affliggono da sempre suore e allieve, qualcosa è "in fermento, anche se dall'esterno si nota a malapena". Alla morte della madre superiora, le religiose, da sempre divise da conflitti repressi, si schierano tra quelle che promuovono un profondo rinnovamento - guidate da suor Magdolna - e le paladine della tradizione che vorrebbero eleggere al posto della defunta l'arcigna suor Leona. Su questo sfondo si intrecciano i destini delle donne rinchiuse in questo piccolo formicaio, gli inconfessabili, morbosi ardori tra consorelle - che paradossalmente trovano tra queste mura più libertà che non all'esterno - i goffi flirt tra due preti insegnanti e le allieve, mosse dall'impaziente desiderio di vivere. Ma anche l'ipocrita tentativo di persuadere la giovane Helén a prendere i voti per incamerare il suo patrimonio e la storia di Erzsi Kiràly, spregiudicata ventiduenne che, pur di diventare insegnante (le donne non avevano accesso all'università), si rassegna a vivere in questo ambiente soffocante, contando poi di ottenere una cattedra nella capitale con l'aiuto del suo amante, un deputato del parlamento...

La Bibbia e altri racconti
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Materiale linguistico moderno

Nádas, Péter

La Bibbia e altri racconti / Peter Nadas ; con una prefazione inedita dell'autore

Milano : BUR Rizzoli, 2009

Abstract: Budapest, primi anni Cinquanta. Una villa in collina, con le sue stanze grandi e un austero giardino d'inverno, è il regno ovattato in cui il piccolo Gyuri, figlio di alti funzionari di partito, trascorre giornate apatiche, con la sola compagnia dei nonni. L'ingresso di due ragazze nella routine familiare sconvolge bruscamente la falsa quiete della casa, portando a galla pulsioni, ipocrisie e crudeltà con cui il giovane non si è ancora misurato. "La Bibbia" è il racconto di formazione che apre una raccolta incentrata su temi cari a Péter Nádas: l'adolescenza, il desiderio e il ricordo. Al centro di tre racconti stilisticamente perfetti, altrettanti adolescenti lottano con un senso di misteriosa estraneità che li trattiene sulla soglia del mondo dei grandi, divisi tra repulsa e attrazione. La narrazione di Nádas smaschera senza appello una società e un'intera epoca storica

La donna giusta
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

La donna giusta / Sándor Marai ; traduzione di Laura Sgarioto e Krisztina Sándor

Milano : Adelphi, 2009

Abstract: Al pari delle Braci e di Divorzio a Buda, questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell?opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la stupefacente capacità di parlare a ogni lettore.

Fine di un romanzo familiare
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Materiale linguistico moderno

Nádas, Péter - Nádas, Péter

Fine di un romanzo familiare / Peter Nadas ; traduzione di Laura Sgarioto

Milano : Baldini Castoldi Dalai, [2009]

Abstract: Ci sono libri cosi intessuti di frammenti da ripiegarsi sulla carta come un vortice di tasselli che trovano senso a mano a mano che scorrono le pagine. Libri che rappresentano un'esperienza unica, come questo. Alla morte della madre e con un padre quasi sempre assente, Péter Simon viene affidato ai nonni. È lui a raccontarci questo «romanzo familiare», nel solo modo in cui può farlo un bambino: senza capire. Péter gioca con i figli dei vicini e adora ascoltare il nonno che gli tramanda la storia dei loro antenati. «Mi raccontava tante storie, non favole, storie vere.» La diaspora degli ebrei, le Sacre Scritture, ma anche la storia di un giardino segreto con una foglia speciale e di una fanciulla che sa di pesce. Niente è razionale agli occhi di Péter. Tutto sfuma in un confine surreale, dove le immagini del mondo adulto vengono a tormentarlo. Un padre-fantasma che torna a casa di rado e litiga con il nonno, la puzza della «caserma in cui fanno quegli interrogatori» (il padre è ufficiale dei servizi segreti), ma soprattutto gli eventi futuri: la morte dei nonni, l'accusa di tradimento del padre, l'improvvisa scomparsa dei vicini, forse deportati, e l'istituzione per i figli deviati del regime in cui verrà mandato. Eventi che i grandi sanno spiegare, ma che per un bambino sono incomprensibili. Sarà nei racconti del nonno che Péter troverà rifugio, riemergendo invincibile come il piccolo Nemecsek dei Ragazzi della vìa Pài. E come Hanno, che vede il declino dei Buddenbrook, Péter vedrà la fine dei Simon nell'Ungheria comunista, ma senza mai soccombere. Quasi che l'innocenza del suo mondo onirico preservasse il precario equilibrio del romanzo lasciando in noi un senso di speranza.

Una donna
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Materiale linguistico moderno

Esterhazy, Péter

Una donna / Péter Esterhazy ; traduzione di Marzia Sar ; revisione di Giorgio Pressburger

Milano : Feltrinelli, 2008

Abstract: Una donna. O novantasette differenti creature? Il libro si direbbe un inno all'eterno femminino nella sua inarrestabile e travolgente ricchezza di caratterizzazioni, in un continuo ondeggiare fra il sublime, il divino, il comico, il grottesco, l'ovvio e il volgare del quotidiano. Ognuna di queste donne è un'anti-Barbie: ora dea arrogante e inavvicinabile, ora amante capricciosa e passionale, ora moglie e madre detestabile, sa di Chanel n. 5 o di cipolle, ma è sempre irresistibile in tutte le sue metamorfosi. Travolto dalla vitalità di lei, il maschio narratore e personaggio di queste storie si tormenta nel desiderio, languendo nella propria inabilità e soggezione di eterno bambino-adolescente. Un balletto irregolare, in questa galleria di figure femminili con le quali i lettori non possono non entrare in un ambiguo rapporto di fascinazione, avvinti da opposte emozioni di repulsione e attrazione.

Via Katalin
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda

Via Katalin / Magda Szabo ; traduzione di Bruno Ventavoli

Milano : Einaudi, c2008

Abstract: "Perdere la giovinezza è terribile, non per ciò che viene tolto, ma per qualcosa che viene dato. Non è la saggezza, né la serenità, né la lucidità, né la pace. È la consapevolezza che l'insieme si è dissolto", scrive Magda Szabó. Ed è questa lenta dissoluzione che racconta, incrociando i destini di tre famiglie di Budapest - i Biro, gli Held e gli Elekes - che, prima della guerra, abitano in case vicine in Via Katalin. Le ragazze Elekes, Iren e Blanka, ed Henriette Held sono follemente innamorate di Balint Biro, ma ognuna di loro sa che Balint è solo per Iren. Il paradiso in cui credono di vivere si trasforma in inferno quando gli Held vengono deportati e la loro figlia Henriette, inizialmente nascosta dai Biro, viene uccisa da un soldato. La tragedia è per i sopravvissuti il preambolo di una lunga deriva in cui sfilano tutti i demoni dell'Ungheria comunista del dopoguerra. Come affrontare la vita in tali tormenti?

Liberazione
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

Liberazione / Sándor Márai ; traduzione di Laura Sgarioto

Milano : Adelphi, 2008

Abstract: Dicembre 1944. L'armata rossa sta per completare l'accerchiamento di Budapest. L'antivigilia di Natale una ragazza di venticinque anni, Erzsébet, che già da mesi vive braccata, sotto falsa identità, riesce a trovare un nascondiglio per il padre: il vecchio, un celebre scienziato a cui gli squadroni fascisti delle croci frecciate danno la caccia, verrà murato, insieme ad altre cinque persone, in una cantina grande quanto una dispensa. Erzsébet, invece, scenderà nello scantinato del palazzo dove vive, insieme a tutti gli abitanti di quello e di altri palazzi dei dintorni. Ci rimarranno per quattro settimane, quanto durerà il terribile assedio, mentre sopra le loro teste infuriano i combattimenti. In quel mondo sotterraneo maleodorante e caotico, in una promiscuità da porcile, mentre fra la gente ammassata sui materassi si scatenano tensioni sempre più acute, Erzsébet aspetta qualcosa. Qualcosa che si riassume in una parola: liberazione. Tra poco i russi saranno qui, pensa, e tutto cambierà. Finalmente, nella notte fra il 18 e il 19 gennaio, vedrà la sagoma del primo russo stagliarsi sotto la porta: ma quell'incontro sarà ben diverso da come se l'era immaginato. Scritto in meno di tre mesi nell'estate del 1945 e rimasto inedito fino al 2001, il romanzo è una testimonianza bruciante dell'orrore che un'intera città ha vissuto nei mesi dell'assedio dei sovietici, dei bombardamenti degli Alleati, sottoposta ai rabbiosi rastrellamenti degli sconfitti.

Divorzio a Buda
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

Divorzio a Buda / Sandor Marai

Milano : Adelphi, 2007

Abstract: È il destino, ancora una volta, a dare le carte: proprio al giudice Kristóf Kómives, cittadino integerrimo, tocca sciogliere dal vincolo matrimoniale Imre Greiner, un medico che è stato suo compagno di collegio e Anna Fazekas, che Komives aveva incontrato qualche volta, molti anni prima. Ma la sera che precede l'udienza Kómives, rincasando a tarda ora, trova ad aspettarlo Greiner, e da lui apprende che un evento atroce è sopravvenuto a rendere inutile la sentenza. Nel corso di un tormentato faccia a faccia Greiner racconterà a Kómives la sua storia con Anna e soprattutto pretenderà da lui una risposta, prima che sia tutto finito. A sua volta Kómives scoprirà le verità che i sogni della notte svelano e le luci del giorno occultano.

Terra, terra!...
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

Terra, terra!... : ricordi / Sándor Márai

Milano : Adelphi, [2005]

Abstract: Nel 1969, dopo vent'anni di esilio (e trentacinque dalla pubblicazione delle "Confessioni di un borghese", il primo suo volume di memorie), Márai decide di sfogliare "quell'album di immagini morte" che si porta dentro e di raccontare gli anni atroci del dopoguerra. In un montaggio implacabile e sontuoso fa sfilare quelle immagini davanti agli occhi: dall'apparizione dei russi sulla sponda del Danubio alle rovine di Budapest, ridotta a un cumulo di macerie. E poi il ritorno a una faticosa normalità, il desiderio di scrivere nella lingua materna.

La porta
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Materiale linguistico moderno

Szabó, Magda

La porta / Magda Szabó ; traduzione di Bruno Ventavoli

Torino : Einaudi, c2005

Abstract: Due donne che tutto separa, due vite diverse che si scontrano. Magda Szabò descrive la strana relazione che per vent'anni è intercorsa tra lei e la sua donna di servizio. Una donna ruvida, senza età, con i suoi principi e bizzarrie, riservata, e con dei segreti nascosti gelosamente dietro la "porta" eternamente chiusa. Se tra il marito di Magda e la donna c'è subito simpatia, viceversa tra le due donne la relazione è imprevedibile, fatta di litigi, riconciliazioni, di non detto. Poco a poco il loro rapporto si distende, Emerence si vota alla narratrice, il loro legame diventa esclusivo, esigente.

La recita di Bolzano
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Materiale linguistico moderno

Márai, Sándor

La recita di Bolzano / Sándor Márai ; traduzione di Marinella D'Alessandro

Milano : Adelphi, 2005

Abstract: "Che cosa aspetti a infilarti il costume, vecchio commediante, illusionista appassito? Il ballo in maschera sta per cominciare." Il libertino quarantenne ha un gusto amaro in bocca, e la stanza è piena di ombre: sono le ombre della sua giovinezza. Ma ha un contratto, e deve rispettarlo. Dov'è la lettera che gli ha mandato Francesca? "Devo vederti" ha scritto. Oh, non sarà né la prima né l'ultima che riceve da una donna sposata. Questa, però, è stata scritta dalla sola donna che un giorno ha creduto di amare (e lui, per paura di quell'amore, è fuggito). Per di più gliel'ha portata il marito in persona: Sua Eccellenza il conte di Parma.