Rete Grossetana Biblioteche Archivi Centri di Documentazione (GROBAC)

Un’unica grande famiglia

 

La Rete Grossetana Biblioteche Archivi Centri di Documentazione vi dà il benvenuto all’interno della propria “casa virtuale”.

Navigando in questo ambiente potrete entrare in contatto con i componenti di questa grande famiglia formata da biblioteche di enti pubblici, di istituti culturali, di fondazioni e di istituti scolastici che aderiscono alla Rete, nonché dagli archivi storici della Provincia di Grosseto.

Oltre a permettere la consultazione del catalogo, il portale vi terrà informati sulle novità acquisite a scaffale, sui libri più letti, sulle attività che si svolgono nelle biblioteche e negli archivi; attraverso la community potrete commentare, criticare, suggerire, scambiarvi idee sui libri letti e sui film visti e, soprattutto, darci nuovi stimoli ed indirizzare la politica della rete.

Il nostro fine ultimo, la nostra ambizione, consiste nel riuscire a rispondere ad ogni vostra esigenza di lettura e di informazione perché, come in tutte le grandi famiglie, la crescita non deve essere individuale ma collettiva.

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Auguri a Quentin Tarantino



Amai
Umberto Saba

Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo.

Amai la verità che giace al fondo,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l’abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.



Fu questo un poeta
Emily Dickinson

Fu questo un poeta - colui che distilla
un senso sorprendente da ordinari
significati, essenze così immense
da specie familiari

morte alla nostra porta
che stupore ci assale
perché non fummo noi
a fermarle per primi.

Rivelatore d'immagini,
è lui, il poeta,
a condannarci per contrasto
ad una illimitata povertà.

Della sua parte ignaro,
tanto che il furto non lo turberebbe,
è per se stesso un tesoro
inviolabile al tempo
(traduzione di Margherita Guidacci)



Ad alcuni piace la poesia
Wisława Szymborska

Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.
(traduzione di Pietro Marchesani)



La poesia
Eugenio Montale

I
L'angosciante questione
se sia a freddo o a caldo l'ispirazione
non appartiene alla scienza termica.
Il raptus non produce, il vuoto non conduce,
non c'è poesia al sorbetto o al girarrosto.
Si tratterà piuttosto di parole
molto importune
che hanno fretta di uscire
dal forno o dal surgelante.
Il fatto non è importante. Appena fuori
si guardano d'attorno e hanno l'aria di dirsi:
che sto a farci?

II
Con orrore
la poesia rifiuta
le glosse degli scoliasti.
Ma non è certo che la troppo muta
basti a se stessa
o al trovarobe che in lei è inciampato
senza sapere di esserne
l'autore.



Io non ho bisogno di denaro
Alda Merini

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.



La fioritura
Marino Moretti

Scrissi una poesia
tutta di primavera,
piccoletta, leggera,
vibrante d'armonia.
Quando l'ebbi finita
sorrisi e la stracciai.
di quella carta sai
feci una gran fiorita.
I pezzetti minuti
bianchi, cadder nell'orto
e non so che sconforto
ebbi per quei rifiuti.
poi risi: ogni pezzetto
di carta era stellina,
fior di melo, pruina,
caduti a mio dispetto.
Tornai alla mia lieta
scrivania, rondinotto.
Sentii dire lì sotto:
"Lassù ci sta un poeta"



Ora scrivo una poesia
Roberto Piumini

Ora
io scrivo una poesia.
Aiutatemi
coi vostri occhi
aperti come bocche
per magiare le parole salate
corte e lunghe
morbide e resistenti,
aiutatemi cogli occhi
come bocche per mangiare
le mie parole
stringerne il succo
aspro
che arriccia il naso
e dolce
come di frutta
matura e giusta.
Aiutatemi
coi vostri occhi
aperti per mangiare
la mie dieci parole
cento parole
nel piatto di carta luminosa.
Aiutatemi.
Ora
io scrivo
una poesia



Il poeta
Umberto Saba

Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini; ma quanto,
quanto variate!

L’ore del giorno e le quattro stagioni,
un po’ meno di sole o più di vento,
sono lo svago e l’accompagnamento
sempre diverso per le sue passioni
sempre le stesse; ed il tempo che fa
quando si leva, è il grande avvenimento
del giorno, la sua gioia appena desto.
Sovra ogni aspetto lo rallegra questo
d’avverse luci, le belle giornate
movimentate
come la folla in una lunga istoria,
dove azzurro e tempesta poco dura,
e si alternano messi di sventura
e di vittoria.
Con un rosso di sera fa ritorno,
e con le nubi cangia di colore
la sua felicità,
se non cangia il suo cuore.
Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini; ma quanto,
quanto beate!



Chi sono
Aldo Palazzeschi

Chi sono?
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
follia.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
malinconia.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
nostalgia.
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio core
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.



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